Narcosi

A cura di Michele Geraci

sabato, ore 12.30 - presso sala Cousteau

Narcosi

Sintomi legati alla narcosi da CO2, sindrome alta pressione HPNS, tecniche di respirazione e visualizzazione, configurazione in CCR.

ESTRATTO DELLA CONFERENZA
Fin dal primo corso d’immersione con autorespiratore siamo abituati a sentir parlare di “Narcosi”, tanti nomi le vengono attribuiti: narcosi di azoto, ebrezza di profondità, effetto martini… tutti questi nomi sembrano legati esclusivamente all’incremento della profondità ed all’alta concentrazione di azoto nelle immersioni in aria.
Studiando in modo più approfondito la tematica si evince che subentrano tanti altri fattori di stress che portano il sommozzatore ed aggiungerei a pieno titolo anche l’apneista a soffrire del fenomeno.
Quello che deve fare più riflettere e quindi intervenire è la CO2: “Le pressioni parziali di azoto, ossigeno ed elio fissata una profondità diventano delle costanti quindi alla stessa quota dovremmo subire SEMPRE lo stesso effetto narcotico, ma questo sappiamo che non è vero! L’unica variabile è la PpCO2 ed è il motivo di sensazioni diverse da immersione a immersione, da soggetto a soggetto a parità di profondità”.
L’incremento di produzione di CO2 deriva certamente dalla densità del gas respiratorio ma soprattutto dalla tecnica respiratoria e dallo stato fisico del subacqueo.
Come operare?