Le esplorazioni sui relitti della corazzata austroungarica Szent Istvan e nave da battaglia Regina Margherita nel Centenario della Grande Guerra

By Cesare Balzi

domenica, ore 14.00 - presso sala Cousteau

Nel centenario del Primo Conflitto Mondiale, la presentazione rievoca due importanti eventi della guerra navale attraverso le esplorazioni subacquee di due rilevanti relitti di grande interesse storico: la corazzata austroungarica Szent Istvan e la Regia nave Regina Margherita, affondate entrambe in Adriatico, rispettivamente nel 1916 e nel 1918.
L’affondamento della Regina Margherita fu un evento doloroso per la Marina e per tutta l’Italia causando la perdita di 674 marinai. Questo tragico evento determinò importanti conseguenze nei vertici della Regia Marina e nella strategia di condotta nella guerra navale. Durante una notte di tempesta, la regia nave da battaglia urtò due mine scomparendo misteriosamente all’uscita della Baia di Valona (Albania), tra l’Isola di Saseno e Punta Linguetta.
I nostri comandi supposero un urto accidentale contro ordigni dello sbarramento difensivo, la Marina austro-ungarica accreditò l’affondamento al sommergibile posamine tedesco UC-14. Le vicende storiche dell’affondamento, comunque, non furono mai completamente chiare, perché anche il servizio segreto austriaco ne reclamò il merito ai suoi sabotatori.
La prima spedizione sulla Regina Margherita fu fatta nell’agosto del 2005 a seguito del ritrovamento, dopo 11 anni le IANTD Expeditions sono tornate in Albania sul relitto della corrazzata italiana con l’obiettivo di commemorare il centenario dell’affondamento avvenuto l’11 dicembre 1916.
La corazzata dall’Impero Asburgico Szent Istvan fu affondata il 10 giugno 1918 dai Mas italiani del comandante Luigi Rizzo e giace a 66 metri al largo dell’isola di Premuda. L’importante relitto è sottoposto alla attenta tutela del Governo della Repubblica di Croazia e su di esso si sono svolte tre IANTD Expeditions: nel 2003, 2005 e 2009. Durante le tre spedizioni è stato svolto un corposo lavoro di ricerca e studio che nelle sue linee principali ha portato alla misurazione delle falle d’affondamento, al recupero di importanti manufatti, alla ricostruzione in 3D della giacitura del relitto e al posizionamento di un sistema di valutazione e misurazione del collassamento del relitto.
Nel 2015 si sono svolte delle immersioni con lo scopo di ricognizione operativa per constatare visivamente se il sistema di misurazione dell’insabbiamento e collassamento del relitto, predisposto durante la spedizione del 2009, fosse ancora in sede. Attività svolta in previsione di una futura IANTD Expedition finalizzata alla misurazione e prelievo dei dati e alla rilevazione video-fotografica del relitto.